Case del paese – Il tempo della prova e della consegna

13 luglio 2018 – Oggi abbiamo vissuto la giornata in un clima di riflessione: il tema affrontato ci ha toccato in profondità. La vita (e la vita spirituale) di Maín si è sviluppata gradualmente. Ma nell’anno 1860 la chiamata si è fatta speciale. Dopo la malattia del tifo che l’ha portata alle soglie della morte e dopo la lunga convalescenza si è ritrovata senza forze, si è sentita come un’anfora che caduta e rotta in mille pezzi.

Sr. Ivana ha introdotto molto bene questa giornata presentando la metafora del anfora e del vasaio.

Maín come l’anfora, è piena della grazia di Dio, grazia e amore da donare alle giovani e alle donne del paese. Amore che la trova pronta quando le viene chiesto il sacrificio di curare i parenti malati di tifo. Lei sentiva che ne sarebbe stata contagiata, ma ha svolto il suo servizio fino in fondo.

Durante la sua malattia ha ricevuto ogni giorno il Pane della Vita, l’Eucarestia, da don Pestarino stesso.
La malattia ha cambiato la sua vita totalmente. La malattia è stata un momento di una rottura totale.

Prima del pranzo abbiamo visitate le case del paese, incominciando dalla casa dove Maín ha preso la malattia, fin a Borgo Alto dove ha sentito la chiamata “A te le affido!”.

Per il pomeriggio Sr. Ivana ha lasciato alcune domande per la riflessione personale e per la condivisione in gruppi.

  • Ripensare a momenti di “morte” che ci siamo trovate a vivere…
  • Come abbiamo fatto il discernimento personale e da chi ci siamo fatte aiutare?
  • Quali criteri ci possono aiutare nei momenti di fatica?
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